Responsabilità medica · Consenso informato
Mancato consenso informato: quando si ha diritto al risarcimento
In breve
Il medico deve spiegare in modo comprensibile diagnosi, rischi, benefici e alternative (L. 219/2017). Se l'informazione manca o è insufficiente e il paziente subisce un danno, si può ottenere il risarcimento, purché si dimostri che, informato correttamente, avrebbe scelto diversamente o che ha subito conseguenze impreviste.
Cosa deve contenere il consenso
La legge 219/2017 richiede un'informazione completa, aggiornata e comprensibile su diagnosi, prognosi, benefici e rischi del trattamento, sulle alternative possibili e sulle conseguenze del rifiuto. Il modulo prestampato e generico non basta se non è accompagnato da un vero colloquio.
Quando la violazione è risarcibile
La Cassazione (in particolare Cass. civ. n. 28985/2019) distingue due danni:
- Danno alla salute: risarcibile se il paziente, informato correttamente, avrebbe rifiutato l'intervento o scelto un'alternativa.
- Danno al diritto di scegliere: risarcibile anche quando l'intervento è stato eseguito bene, se il paziente ha subito conseguenze non prospettate che gli hanno causato sofferenza o turbamento.
Come si valuta
Si confrontano il modulo firmato, i tempi della firma, le annotazioni in cartella e le circostanze del colloquio. Anche testimonianze dei familiari presenti possono essere utili.
Cosa fare subito
- Chiedi la copia integrale della cartella clinica alla direzione sanitaria. Per legge (art. 4 L. 24/2017) la struttura deve consegnarla entro 7 giorni dalla richiesta; le eventuali integrazioni entro 30 giorni.
- Conserva tutto: referti, lettere di dimissione, esami, consenso firmato, ricevute di spesa, certificati successivi.
- Annota date e nomi finché il ricordo è preciso: ricoveri, visite, sintomi riferiti, risposte ricevute.
- Fai valutare i documenti prima di qualsiasi contatto con la struttura o con l'assicurazione.
Domande frequenti
Ho firmato un modulo: vuol dire che sono stato informato?
Non necessariamente. Un modulo generico, firmato poco prima dell'intervento o senza spiegazioni, può non dimostrare un consenso realmente informato.
Se l'intervento è riuscito posso comunque chiedere un risarcimento?
Solo in casi specifici: quando il paziente ha subito conseguenze non prospettate che hanno inciso sul suo benessere. Il caso va valutato in concreto.
Il consenso vale anche per esami diagnostici?
Sì, per tutti i trattamenti sanitari, compresi gli esami invasivi e le terapie farmacologiche con rischi significativi.