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Responsabilità medica · Infezioni ospedaliere

Infezione ospedaliera (nosocomiale): quando la struttura deve risarcire

A cura di Avv. Angelo Porzioli con i medici legali · Aggiornato il 22/10/2026

In breve

Se l'infezione è stata contratta durante il ricovero, la struttura risponde a meno che dimostri di aver adottato e applicato concretamente tutte le misure di prevenzione: sanificazione, sterilizzazione, protocolli, sorveglianza. La giurisprudenza della Cassazione è rigorosa su questa prova.

Cosa deve provare il paziente

Il paziente deve dimostrare di aver contratto l'infezione in occasione del ricovero o dell'intervento e il danno che ne è derivato. Il collegamento si ricostruisce con le date degli esami, i tamponi, la comparsa dei sintomi e il germe isolato.

Cosa deve dimostrare la struttura

La struttura deve provare di aver fatto tutto il necessario per prevenire l'infezione. Non basta avere protocolli scritti: la Cassazione (Cass. civ., sez. III, n. 6386/2023) ha indicato in dettaglio le prove richieste, tra cui le procedure di sterilizzazione e sanificazione, il rapporto tra personale e pazienti, la sorveglianza delle infezioni e la loro effettiva applicazione nel reparto.

Danni risarcibili

  • Danno biologico temporaneo e permanente.
  • Nuovi interventi, terapie antibiotiche prolungate, spese di assistenza.
  • In caso di decesso, i danni dei familiari.

Cosa fare subito

  1. Chiedi la copia integrale della cartella clinica alla direzione sanitaria. Per legge (art. 4 L. 24/2017) la struttura deve consegnarla entro 7 giorni dalla richiesta; le eventuali integrazioni entro 30 giorni.
  2. Conserva tutto: referti, lettere di dimissione, esami, consenso firmato, ricevute di spesa, certificati successivi.
  3. Annota date e nomi finché il ricordo è preciso: ricoveri, visite, sintomi riferiti, risposte ricevute.
  4. Fai valutare i documenti prima di qualsiasi contatto con la struttura o con l'assicurazione.

Domande frequenti

Un'infezione da batteri resistenti è sempre colpa dell'ospedale?

No, ma la struttura deve dimostrare di aver adottato e rispettato tutte le misure di prevenzione. Se non riesce a provarlo, risponde del danno.

Come si capisce se l'infezione è stata contratta in ospedale?

Si confrontano la data di ingresso, gli esami all'ammissione e la comparsa dei sintomi. In genere un'infezione che compare dopo almeno 48 ore di ricovero è considerata ospedaliera.

Servono documenti diversi dalla cartella clinica?

Oltre alla cartella, gli esami colturali e gli antibiogrammi. In giudizio si chiedono alla struttura i protocolli e i registri di sorveglianza.