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Responsabilità medica · Morte del paziente

Morte del paziente per errore medico: i diritti dei familiari

A cura di Avv. Angelo Porzioli con i medici legali · Aggiornato il 22/10/2026

In breve

Quando un decesso è collegato a un errore di cura, i familiari possono chiedere il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, oltre ai danni subiti dal congiunto prima della morte. Il danno parentale si calcola di norma con le tabelle del Tribunale di Milano, in base al grado di parentela, all'età e alla convivenza.

Chi può chiedere il risarcimento

Coniuge o convivente, figli, genitori, fratelli e sorelle e, in base alla relazione effettiva, nonni e nipoti. Ciascuno ha un diritto proprio, non legato alla qualità di erede.

Quali danni

  • Danno da perdita del rapporto parentale, liquidato con le tabelle milanesi a punti, che considerano età della vittima e del familiare, convivenza, numero dei superstiti e qualità del legame.
  • Danni del defunto trasmessi agli eredi: il danno biologico terminale e la sofferenza cosciente nel tempo tra l'errore e la morte.
  • Danno patrimoniale: spese funerarie e perdita del contributo economico che il congiunto dava alla famiglia.

Come si accerta il collegamento con l'errore

Il medico legale esamina la cartella e, se eseguito, il referto dell'esame autoptico. Quando non c'è stata autopsia, il collegamento si ricostruisce da diagnosi, terapie e decorso clinico documentati.

Cosa fare subito

  1. Chiedi la copia integrale della cartella clinica alla direzione sanitaria. Per legge (art. 4 L. 24/2017) la struttura deve consegnarla entro 7 giorni dalla richiesta; le eventuali integrazioni entro 30 giorni.
  2. Conserva tutto: referti, lettere di dimissione, esami, consenso firmato, ricevute di spesa, certificati successivi.
  3. Annota date e nomi finché il ricordo è preciso: ricoveri, visite, sintomi riferiti, risposte ricevute.
  4. Fai valutare i documenti prima di qualsiasi contatto con la struttura o con l'assicurazione.

Domande frequenti

I fratelli del defunto hanno diritto al risarcimento?

Sì. Anche i fratelli e le sorelle hanno un diritto proprio al danno parentale, che tiene conto della convivenza e dell'intensità del legame.

Se non è stata fatta l'autopsia si può ancora agire?

Sì. Il collegamento tra errore e decesso si può ricostruire dalla documentazione clinica, anche se l'autopsia avrebbe dato elementi in più.

Come si calcola il danno da perdita del rapporto parentale?

Di norma con le tabelle del Tribunale di Milano a punti: il valore cambia in base al grado di parentela, all'età della vittima e del familiare, alla convivenza e alla presenza di altri familiari.